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giovedì 30 gennaio 2014

500 Militari

Mentre il “Wall Street Journal” citando fonti del Pentagono, svela che la Cape ray è stata varata nel 1977 e mai utilizzata per operazioni di questo calibro: inoltre non è provvista di doppio scafo per cui necessiterebbe di operazioni di rinforzo per dotarla di comparti stagni, al fine di evitare la pericolosa fuoriuscita dei materiali chimici.

Alcune fonti giornalistiche dicono che “ il carico da trasbordare da nave a nave senza sbarco a terra e senza stoccaggio è costituito da circa 60 contenitori da 20 piedi contenenti merci pericolose appartenenti alla classe 6.1 (materie tossiche), classificate in base al Codice Internazionale.

Si tratta di materiale appartenente alla medesima classe di materie tossiche trattate in via ordinaria nel porto di Gioia Tauro”. Dunque, la motivazione principale sulla scelta del porto calabrese sta nella similitudine dei veleni trattati, nello specifico si tratta, come definito dalla portavoce della missione Opac, Sigrid Kaag, di due tipologie di agenti, denominati: Chemical One, ovvero, la parte più pericolosa del carico poiché consistente in armi finite, che saranno dirette in Gran Bretagna dopo la transizione dalla nave danese a quella americana, ed il Chemical Two, il lotto che giungerà sul suolo calabro, le sostanze chimiche sono separate dagli inneschi per cui una parte verrà smaltita in mare, la pirite, il composto principale, verrà sigillata in appositi contenitori e gettata in acqua.

Ed è proprio in Germania, che le sostanze smaltite giungeranno per diventare prodotti industriali utilizzabili come fertilizzanti per le colture OGM. Nel porto arriveranno 500 militari, ma se l’operazione è simile alle altre già effettuate nel porto, che bisogno c’è di operai specializzati ed esercito? Nonostante, Letta, rassicuri sulla conformità delle operazioni alle norme internazionali, noi non possiamo che evidenziare come un’altra città del Sud venga denigrata ed umiliata, usata come discarica quotidianamente, ed ignorata per le decisioni più importanti.

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